Bergamo: due città, un’unica bellezza

Da quando ho inaugurato il blog il primo post dopo le vacanze di Natale è sempre stato dedicato a Milano e alle passeggiate che facciamo in città durante le ferie. Quest’anno invece il primo post del 2018 lo dedico a Bergamo, città speciale e molto bella nella quale abbiamo trascorso una giornata poco prima di Capodanno. C’era un sole splendente (e un’arietta pungente!) e, passeggiando, abbiamo scoperto una piccola perla nel cuore della Lombardia: la parte “bassa” e i suoi palazzi dalle facciate colorate (e negozi adorabili) e la parte “alta”, quella per cui è maggiormente nota la città, ricchissima di scorci, angoli, vicoli, facciate e vetrine, che ho cercato di immortalare nonostante le mani congelate e la folla enorme in giro per le strade.

Nel prossimo post una spilla Trifari e una passeggiata nel cuore di Milano, stay tuned!

PS. Lo ignoravo (mea culpa!), ma Bergamo è la città natale di Gaetano Donizetti e per un’appassionata di opera come me è un valore aggiunto ❤

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Nel chiostro di Salisbury

Mi piacciono i chiostri, i loro impianti regolari, l’immancabile pozzo al centro, quel loro essere chiusi ma con uno sguardo sul cielo e con gli archi che si ripetono quasi a rincorrersi. Sono una specie di giardino segreto, un piccolo mondo lineare in cui passeggiare in silenzio, per non disturbarne la quiete. Quando sono in un chiostro, grande o piccolo che sia, mi piace sempre farmi scattare una  foto: è diventato ormai una specie di rito.

Durante il viaggio in Inghilterra di quest’estate, lungo la strada per la Cornovaglia, abbiamo visitato una cattedrale bellissima e il suo chiostro imponente: a Salisbury, una cittadina del Wiltshire notissima non solo per la sua cattedrale (che è stata il modello per Ken Follet nella stesura de “I pilastri della terra) ma anche perché nelle vicinanze sorge il sito di Stonehenge. Nella sala capitolare è conservata una delle copie della Magna Charta Libertatum, a conferma dell’importanza di questo luogo.

Abbiamo trascorso buona parte della mattina all’interno della Cattedrale e del chiostro, mentre i ragazzi delle scuole assistevano al servizio religioso: con le loro divise e i lunghi mantelli ci hanno ricordato gli studenti di Hogwarts 😉

A presto!

PS. Oltre a “I pilastri della terra” di K. Follett consiglio la lettura di un libro che ha il nome dell’antica Salisbury: “Sarum” di Edward Rutherfurd, un romanzo che, attraverso le vicende di alcune famiglie, narra la storia della città dal neolitico all’età contemporanea.

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Delta delle acque, Comacchio

Ultimamente mi fermo spesso a guardare e fotografare le porte, sia in città che in vacanza; per colpa (o per merito) di Instagram ho fotografato le porte di tutti i paesini della Cornovaglia, mentre a Roma, a spasso per i quartieri storici, mi incanto davanti agli ingressi e ai portoni. Le porte hanno qualcosa di magico, nascondono segreti, storie e vite che non conosceremo mai, alcune sono circondate da fiori, da piccole piante o da tronchi rigogliosi, altre invece hanno i segni del tempo ma sono comunque, e anche per questo, affascinanti.

A Comacchio, che nel titolo chiamo Delta delle acque (quelli che non amano Il Trono di Spade mi scusino!), mentre  camminavo sui canali, ogni tanto mi perdevo per qualche vicolo a fare foto alle porte: a Chioggia ho prediletto l’acqua e i ponti, qui invece ho trovato ispirazione anche con altri scorci.

Comacchio, la città dei Trepponti, insieme alla valle nella quale il Po va a incontrare il mare, è l’Italia che può sorprendere: sono luoghi che non avevo mai pensato di visitare ma che mi hanno colpita e nei quali torno sempre con gioia ❤

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“La mia casa allora affaccia sul Tamigi”

Prendo in prestito le parole di altri per il post di oggi: il titolo è un verso di una canzone* e trovo perfetta (ma riscrivendola!) questa frase di Gertrude Stein**: “l’Italia è la mia casa, ma Londra è la mia città”. In nessuna città mi sento così a casa e così a mio agio come nella capitale inglese: a passeggio (questa volta) per le strade di Belgravia, Chelsea e South Kensington, approfittando della stagione teatrale del Globe, godendo della luce del tramonto a South Bank, fotografando una sposa che sta per salire su un bus a due piani insieme ai suoi invitati, gustando una torta in uno dei locali più fotografati del web..

Mi manca Londra, sempre ❤

E voi, in quale città vi sentite a casa?

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In questo post vi avevo raccontato di un altro mio viaggio a Londra

* “La mia casa” di Daniele Silvestri

** Gertrude Stein in realtà ha detto: “l’America è la mia casa, ma Parigi è la mia città” 

Londra e il Victoria and Albert Museum

Ho passato la scorsa domenica a scrivere su un bel quaderno i resoconti dei viaggi fatti con Michele: abbiamo stilato l’elenco, rintracciato i vari quaderni, blocchi e fogli dispersi nelle guide di viaggio, e ho iniziato a trascrivere, per primo, il racconto della luna di miele in Canada; in realtà il nostro primo soggiorno all’estero è stato a Bruxelles, con gita giornaliera nella splendida Bruges, ma non scrissi nulla all’epoca. Durante l’ultima vacanza, ogni sera prima di addormentarmi scrivevo sulla Moleskine city notebook (quella di Londra, naturalmente) gli avvenimenti della giornata, i luoghi visitati, i locali, le battute destinate a entrare nel lessico famigliare.

E’ trascorsa così buona parte della giornata e non ho scritto, come mi ero ripromessa, il post su Londra e sulla nostra permanenza nella capitale inglese. Avrei potuto farlo durante la settimana, ma ho deciso che “ci vogliono i riti” e che da questo momento pubblicherò i post del blog sempre di domenica, giorno che, con le sue ore lente che invitano alla tranquillità e alla riflessione, mi sembra il più adatto.

Oggi continuo il racconto del viaggio in Inghilterra degli inizi di luglio: dopo il Wiltshire, il Devon, la Cornovaglia e il Dorset (senza nominare le altre contee che abbiamo attraversato) siamo arrivati a Londra, dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni inglesi. Volevamo visitare da tempo il Victoria and Albert Museum e abbiamo scelto di soggiornare a South Kensington per questo motivo.

Il museo è dedicato alle arti decorative e ha una collezione di oggetti veramente imponente, le sale sono innumerevoli e pensare di visitarlo tutto in un’unica giornata è impensabile, così ci siamo dedicati solo a quello che ci interessava di più: la collezione di sculture, le Cast Courts, che ospitano le riproduzioni di famose opere in marmo (come il David), la collezione di abiti d’epoca della sezione Fashion e la sala della Jewelry, dove però (purtroppo) non era consentito fare foto.

A presto e buona estate ❤

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