Una Roma che non è Roma: San Saba

C’è una Roma che non sembra Roma e che è uno dei miei luoghi preferiti in questa città: a San Saba, sul piccolo colle di fronte all’Aventino, sembra quasi che il tempo si sia fermato; allontanandosi, ma di poco, dalla confusione e dalla folla, ci si ritrova in un “piccolo paese” fatto di case a due e a quattro piani, strade tranquille e gatti che dormono beati sui marciapiedi. E’ un paese che basta a se stesso, con la sua chiesa, il suo teatro, il negozio di alimentari, l’edicola. Questo piccolo angolo di tranquillità a due passi dalla Piramide Cestia e dal movimentato rione di Testaccio ed è per fortuna poco noto ai turisti che gli preferiscono luoghi più famosi, come il vicino Giardino degli Aranci.

Ci siamo ritrovati sui gradini delle sue scalinate solitarie e abbiamo esplorato i cortili ricchi di verde e di panni stesi al sole del primo pomeriggio.

Questo post, un po’ per caso e un po’ per piacere, è per me una sorta di ritorno agli inizi, perché in alcune foto ci sono anch’io e perché indosso una spilla della mia collezione: quando ho inaugurato il blog, infatti, la mia idea era di raccontare delle mie spille, delle curiosità legate alla loro storia e di come le “indosso” (senza pretese fashion). Poi con il tempo il blog è diventato una specie di diario di viaggio, un raccoglitore di ricordi, un luogo di condivisione dei miei tentativi fotografici; sono contenta di quello che è oggi questo piccolo spazio personale nel quale, tra alti e bassi, scrivo da due anni.

Al prossimo post ❤

PS. Il vestito, che adoro, è stato cucito per me da Cristina di L’atelier sul Brenta, una sarta dolcissima che dà alle sue creazioni i nomi di eroine letterarie: il mio si chiama Emma,  come la protagonista di Madame Bovary; la spilla è di Liz Clairbone.

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Londra e il Victoria and Albert Museum

Ho passato la scorsa domenica a scrivere su un bel quaderno i resoconti dei viaggi fatti con Michele: abbiamo stilato l’elenco, rintracciato i vari quaderni, blocchi e fogli dispersi nelle guide di viaggio, e ho iniziato a trascrivere, per primo, il racconto della luna di miele in Canada; in realtà il nostro primo soggiorno all’estero è stato a Bruxelles, con gita giornaliera nella splendida Bruges, ma non scrissi nulla all’epoca. Durante l’ultima vacanza, ogni sera prima di addormentarmi scrivevo sulla Moleskine city notebook (quella di Londra, naturalmente) gli avvenimenti della giornata, i luoghi visitati, i locali, le battute destinate a entrare nel lessico famigliare.

E’ trascorsa così buona parte della giornata e non ho scritto, come mi ero ripromessa, il post su Londra e sulla nostra permanenza nella capitale inglese. Avrei potuto farlo durante la settimana, ma ho deciso che “ci vogliono i riti” e che da questo momento pubblicherò i post del blog sempre di domenica, giorno che, con le sue ore lente che invitano alla tranquillità e alla riflessione, mi sembra il più adatto.

Oggi continuo il racconto del viaggio in Inghilterra degli inizi di luglio: dopo il Wiltshire, il Devon, la Cornovaglia e il Dorset (senza nominare le altre contee che abbiamo attraversato) siamo arrivati a Londra, dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni inglesi. Volevamo visitare da tempo il Victoria and Albert Museum e abbiamo scelto di soggiornare a South Kensington per questo motivo.

Il museo è dedicato alle arti decorative e ha una collezione di oggetti veramente imponente, le sale sono innumerevoli e pensare di visitarlo tutto in un’unica giornata è impensabile, così ci siamo dedicati solo a quello che ci interessava di più: la collezione di sculture, le Cast Courts, che ospitano le riproduzioni di famose opere in marmo (come il David), la collezione di abiti d’epoca della sezione Fashion e la sala della Jewelry, dove però (purtroppo) non era consentito fare foto.

A presto e buona estate ❤

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