Le donne di Giovanni Boldini

Erano anni che non visitavo una mostra al Vittoriano, uno degli spazi espositivi della capitale, e ci sono tornata con grande piacere per ammirare le opere di Giovanni Boldini, il pittore ferrarese che fu uno dei massimi interpreti della Belle Epoque. Si tratta di una esposizione molto ricca e ben curata, dove i ritratti più imponenti si alternano con i quadri più piccoli e più “intimi”  (delizioso quello dal titolo “Suzy seduta”).

Boldini ha ritratto un grande numero di donne, tutte rese con grande finezza e con un tocco di pennello particolarmente felice. Si riconosce in alcuni una composizione quasi futurista, in altri la pennellata impressionista; spesso a dei volti ben disegnati fanno da contrasto mani quasi indistinte e che si confondono con i sontuosi abiti da sera; la cura del particolare e la grande attenzione per i dettagli sono tratti caratteristici dell’arte di Boldini e così ho trascorso molto tempo ad ammirare le numerose opere in esposizione.

Mentre passeggiavo per la mostra sono stata colpita dal ritratto di Madame di Seligman, una signora corpulenta e non più giovane il cui decolleté è impreziosito da una spilla a forma di libellula. Ho avuto così l’idea di scrivere un post sulla mostra “a modo mio”: accostare i ritratti delle donne con immagini di spille dell’epoca.. Ho aggiunto anche altri quadri che mi hanno colpito.

Buona settimana!

Ps. Non farò trascorrere molto tempo per il prossimo post 😉

  • Ritratto di Mme de Seligman, 1883 ca.
  • Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio, 1889
  • Ritratto di Donna Franca Florio, 1901 – 1924
  • La contessa de Rasty in piedi, 1878 ca.
  • La bella Holdin, 1880
  • Ritratto di Lydia de Acosta Lydig, 1911
  • Gertrude Elizabeth (nata Blood), Lady Colin Campbell, 1894
  • Ballerina in mauve, 1885, ca.
  • Il vestito da ballo, 1904 ca.
  • Ritratto di Mme G, Blumenthal, 1896

Nella mia bacheca dedicata su Pinterest ci sono anche altre opere di Boldini (e Corcos e Sargent etc…)

Qui e anche qui vi avevo invece raccontato di James Tissot, un altro pittore “delle donne”.

 

Il tramonto sul Parco degli Acquedotti

A volte penso a quanto sarebbe bello visitare Roma da turista, passeggiare con calma per le sue vie, assaporare la bellezza che spunta da ogni angolo, scoprire i luoghi meno conosciuti e lasciarsi ancora sorprendere dalla sua unicità. Invece nella vita di tutti i giorni combatto con il traffico, il caos, la fretta e la disorganizzazione imperante e non sempre riesco a cogliere totalmente il fascino di questo luogo eterno. Così, con la scusa di mostrare Roma a mio marito, molto spesso facciamo delle lunghe passeggiate in luoghi più o meno noti della città, come turisti, è vero, ma con la consolante certezza che quei luoghi sono sempre a pochi passi, pronti ad essere visitati e fotografati ogni volta in modo nuovo.

Ieri pomeriggio, in quell’ora magica che conduce il giorno al tramonto, abbiamo camminato lungo l’antico Acquedotto Claudio, nel Parco che prende il nome dai sette acquedotti di epoca romana che, in alcuni tratti, si sono perfettamente conservati. Queste enormi costruzioni hanno un fascino speciale e regalano degli scorci molto fotogenici..

Un altro angolo di Roma tutto da scoprire!

PS. Ovviamente non ho saputo resistere e visto che indossavo una nuova spilla (regalo di Natale by mybelovedhusband) e un cappotto altrettanto nuovo (siano benedetti i saldi!) ho dovuto mettermi in posa anch’io sotto l’acquedotto: come avrebbe detto Cicerone “O tempora, o mores!” 😉

Cappotto: Lazzari – Spilla: Chanel – Sciarpa: old

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Prima che finisca l’autunno, una spilla Monet con i suoi colori

Mi sono svegliata una mattina e ho trovato l’autunno sulle foglie dei platani che guardo dalla mia finestra: non che non ci fosse anche nei giorni precedenti, ma solo all’improvviso mi sono accorta di quanto siano sempre belli i colori della mia stagione preferita.

“I colori dell’autunno” è una della frase ricorrenti del lessico famigliare, legata a un viaggio a Bruges un novembre di alcuni anni fa: la natura e i suoi colori da foliage ci colpirono così tanto che l’espressione fu ripetuta fino allo sfinimento!

La spilla Monet che avevo comprato per il mio quarantesimo compleanno, arrivata il giorno dopo della festa, è perfetta per celebrare l’autunno che sta per finire: un tripudio di arancio e sfumature del bronzo.

E’ una delle mie spille preferite anche se non riesco a datarla e credo sia piuttosto recente. L’ho fotografata su un libro adorabile che è “Quartet in autumn” di Barbara Pym.

Al prossimo post, vi auguro delle bellissime festività  ❤

Qui vi ho già raccontato delle spille Monet:

La spilla di un pittore (The brooch of a painter)

Un pomeriggio milanese (An Afternoon in Milan)

New York, New York

Quando penso a Trifari penso a New York, dove il geniale fondatore della nota casa di bigiotteria arrivò dall’Italia nel 1904. Era da tempo che pensavo di raccontare di New York e di fotografare la mia spilla Trifari, ma tra i dubbi sul proseguire con il blog e la cronica mancanza di tempo sono passati tre mesi dal mio ultimo post.

Qualche giorno fa però, complici gli incoraggiamenti di una cara amica, mi sono decisa e ho pensato di rimettermi a scrivere: mi piace molto condividere le piccole curiosità legate alle mie spille vintage e mi dispiaceva lasciare questo blog così “abbandonato”.

Niente di più appropriato dunque, per tornare alla scrittura, di una spilla a forma di piuma d’oca, simbolo di un’epoca in cui scrivere era un privilegio di pochi; ho voluto fotografarla sul mio vecchio libro di poesie di Emily Dickinson e in particolare su un verso speciale: “per non mancare alla moda, io mi metterò un gioiello“.

Insieme alle immagini della spilla mi fa piacere pubblicare alcune foto scattate a New York due anni fa; siamo arrivati in città lentamente, dopo aver attraversato in treno il Massachusetts e il Connecticut e scorgendo per primo, tra tutti i grattacieli, la Freedom Tower, la fenice rinata tra le ceneri e la distruzione, simbolo di un luogo che non si è arreso.

A presto!

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Settembre, ovvero delle buone intenzioni

Ho aspettato quasi con ansia l’arrivo di questo settembre, forse perché ho lavorato tutta l’estate, che è stata troppo calda, o forse perché sono cambiata e da amante della stagione del sole sono pian piano diventata amante dei mesi “di mezzo”. A settembre è ancora estate ma da un momento all’altro può essere autunno, quando le prime pioggie rinfrescano l’aria e Roma diventa ancora più problematica; così ci rifugiamo in casa, con un té caldo e con un libro, o con una serie televisiva in costume vista e rivista tante volte (nel mio caso Emma della BBC).

Settembre è il mese in cui tornavamo a scuola, ma anche ora che a scuola non ci andiamo più settembre resta il mese in cui si “ricomincia”: ci si iscrive in palestra o a un corso di yoga, si sceglie come impiegare i successivi nove mesi fino alla prossima estate e alle prossime vacanze.

Quindi ecco le mie buone intenzioni per questo nuovo anno scolastico senza cartella, ma sempre con tanti sogni e tante idee:

  1. dedicarmi al blog, senza scadenze e senza ansia, ma solo per il piacere di condividere;
  2. abbonarmi a Flow magazine, perché è una rivista fantastica;
  3. iscrivermi a un corso di Lindy Hop, o almeno partecipare a una lezione di prova (e capire se sia un ballo che fa per me);
  4. comprare una spilla vintage “preziosa”, come una Coro duette, visto che me la sogno da anni;
  5. stampare le foto che ho scattato negli ultimi mesi ed appenderle alla parete.

Al prossimo post!

Foto da Pinterest