Il Giardino dei Tarocchi

Qualche domenica fa abbiamo visitato il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, un posto curioso e poco conosciuto che avevo sentito nominare anni fa e che desideravo vedere da molto. La giornata era assolata e il cielo assolutamente terso, dal giardino si vede il mare a breve distanza e le sculture tra gli alberi di ulivo spiccano con i loro colori brillanti: è il tripudio dell’arte di Niki de Saint Phalle, vivace pittrice e scultrice franco-statunitense (1930-2002). Le sculture si ispirano agli arcani maggiori dei Tarocchi e sono decorate con specchi, ceramiche e vetri colorati. Per volontà stessa dell’artista non ci sono visite guidate (né le segnalazioni su quali siano gli arcani) e perdersi nel giardino è il modo migliore per farsi conquistare da quest’opera davvero imponente e originale.

Lascio la parola alle foto che ho scattato, a presto!

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Link utili per la visita del Giardino:

http://ilgiardinodeitarocchi.it/

http://www.giardinodeitarocchi.it/

Le donne di Giovanni Boldini

Erano anni che non visitavo una mostra al Vittoriano, uno degli spazi espositivi della capitale, e ci sono tornata con grande piacere per ammirare le opere di Giovanni Boldini, il pittore ferrarese che fu uno dei massimi interpreti della Belle Epoque. Si tratta di una esposizione molto ricca e ben curata, dove i ritratti più imponenti si alternano con i quadri più piccoli e più “intimi”  (delizioso quello dal titolo “Suzy seduta”).

Boldini ha ritratto un grande numero di donne, tutte rese con grande finezza e con un tocco di pennello particolarmente felice. Si riconosce in alcuni una composizione quasi futurista, in altri la pennellata impressionista; spesso a dei volti ben disegnati fanno da contrasto mani quasi indistinte e che si confondono con i sontuosi abiti da sera; la cura del particolare e la grande attenzione per i dettagli sono tratti caratteristici dell’arte di Boldini e così ho trascorso molto tempo ad ammirare le numerose opere in esposizione.

Mentre passeggiavo per la mostra sono stata colpita dal ritratto di Madame di Seligman, una signora corpulenta e non più giovane il cui decolleté è impreziosito da una spilla a forma di libellula. Ho avuto così l’idea di scrivere un post sulla mostra “a modo mio”: accostare i ritratti delle donne con immagini di spille dell’epoca.. Ho aggiunto anche altri quadri che mi hanno colpito.

Buona settimana!

Ps. Non farò trascorrere molto tempo per il prossimo post 😉

  • Ritratto di Mme de Seligman, 1883 ca.
  • Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio, 1889
  • Ritratto di Donna Franca Florio, 1901 – 1924
  • La contessa de Rasty in piedi, 1878 ca.
  • La bella Holdin, 1880
  • Ritratto di Lydia de Acosta Lydig, 1911
  • Gertrude Elizabeth (nata Blood), Lady Colin Campbell, 1894
  • Ballerina in mauve, 1885, ca.
  • Il vestito da ballo, 1904 ca.
  • Ritratto di Mme G, Blumenthal, 1896

Nella mia bacheca dedicata su Pinterest ci sono anche altre opere di Boldini (e Corcos e Sargent etc…)

Qui e anche qui vi avevo invece raccontato di James Tissot, un altro pittore “delle donne”.

 

Madrid, le sue anime

Ci sono città che sai già che ti piaceranno, prima ancora di partire; altre che ti accolgono e di cui ti innamori, quelle in cui vivresti, quelle in cui vorresti sempre tornare.. Madrid  non poteva non affascinarmi: i suoi abitanti sono soprannominati los Gatos! Come i gatti i madrileni vanno in giro notte e giorno per la città, gironzolando per le vie, per i mercati, perdendosi nelle piccole piazze e negli innumerevoli locali. Appena arrivata ho scoperto un motivo in più per amarla: nei suoi giardini crescono, con i loro magnifici colori e la loro pretesa di bellezza, le brassiche, i poveri fiori del cavolo che tanto mi piacciono.

Madrid ha tanti volti e tanti anime, da scoprire piano piano, passeggiando, affaticandosi sulle ripide salite e nelle stradine strette dei quartieri della città vecchia, bevendo vino e mangiando tortillas nelle tabernas, ammirando per ore i capolavori dei suoi ricchi musei, scoprendo i luoghi più nascosti.

Madrid è la città imponente del Palazzo Reale, è la città vitale del Mercato di San Miguel, la città dei vecchi negozi e delle vetrine dal fascino retrò, quella dei riflessi del tramonto nel Palazzo di cristallo, dei pavoni liberi nel Campo del Moro, di Plaza de Santa Ana con la statua di Federico Garcia Lorca e tante altre città ancora, tutte da scoprire e dalle quali lasciarsi conquistare.

Ho fatto tante, troppe foto per cercare di cogliere i volti e i colori di Madrid e non sono sicura di aver scattato le foto che immaginavo e componevo mentre camminavo per la città.. Però spero vi piacciano ❤

Al prossimo post!

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Il tramonto sul Parco degli Acquedotti

A volte penso a quanto sarebbe bello visitare Roma da turista, passeggiare con calma per le sue vie, assaporare la bellezza che spunta da ogni angolo, scoprire i luoghi meno conosciuti e lasciarsi ancora sorprendere dalla sua unicità. Invece nella vita di tutti i giorni combatto con il traffico, il caos, la fretta e la disorganizzazione imperante e non sempre riesco a cogliere totalmente il fascino di questo luogo eterno. Così, con la scusa di mostrare Roma a mio marito, molto spesso facciamo delle lunghe passeggiate in luoghi più o meno noti della città, come turisti, è vero, ma con la consolante certezza che quei luoghi sono sempre a pochi passi, pronti ad essere visitati e fotografati ogni volta in modo nuovo.

Ieri pomeriggio, in quell’ora magica che conduce il giorno al tramonto, abbiamo camminato lungo l’antico Acquedotto Claudio, nel Parco che prende il nome dai sette acquedotti di epoca romana che, in alcuni tratti, si sono perfettamente conservati. Queste enormi costruzioni hanno un fascino speciale e regalano degli scorci molto fotogenici..

Un altro angolo di Roma tutto da scoprire!

PS. Ovviamente non ho saputo resistere e visto che indossavo una nuova spilla (regalo di Natale by mybelovedhusband) e un cappotto altrettanto nuovo (siano benedetti i saldi!) ho dovuto mettermi in posa anch’io sotto l’acquedotto: come avrebbe detto Cicerone “O tempora, o mores!” 😉

Cappotto: Lazzari – Spilla: Chanel – Sciarpa: old

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Milano, ancora tu!

Devo fare una confessione: sono innamorata di Milano. Non si tratta di bellezza, di accoglienza, di calore, si tratta di vitalità, ordine, eleganza. E se Milano ha tanto da dare sia in termini di ordine che di eleganza, di sicuro è la città italiana più dinamica. Io l’ho capito quando la vidi per la prima volta dieci anni fa e mi piacque immediatamente. Con il tempo ho avuto la fortuna di scoprirla in molti suoi aspetti e ora che ci vado almeno due o tre volte all’anno (di più non riesco, di meno non se ne parla) la città si svela in tanti altri piccoli dettagli e angoli deliziosi.

Il giorno della vigilia di Natale, complice il clima mite e un bel sole, abbiamo fatto la ormai tradizionale passeggiata natalizia milanese (di quella dello scorso anno vi avevo parlato qui).

Abbiamo camminato come matti per tutto il giorno, preso lo storico tram n. 1 (sembravo una bambina in un negozio di caramelle!), mangiato piatti cinesi take-away in Via Paolo Sarpi (qui), visitato la nuova Fondazione Feltrinelli (e criticato la libreria annessa, troppo stretta!), esplorato il quadrilatero del silenzio e spiato i fenicotteri dalla recinzione di Villa Invernizzi.

La prima tappa è stata però in un bellissimo negozio vintage che seguo su Instagram: Delphine vintage, pieno di abiti preziosi e accessori fantastici. La proprietaria mi ha mostrato delle spille adorabili e ovviamente ho lasciato il cuore su una Coro degli anni Quaranta.. Oltre a tante cose deliziose il negozio è allestito in maniera originale e curata nel dettaglio: essendo io una patita dei dettagli non ho resistito e ho scattato qualche foto.

Al prossimo post, buon anno nuovo!

PS. Sì, quello che vedete nelle foto è un’orecchio, un citofono decisamente originale..

PP.SS. Non ho comprato la spilla Coro perché per Natale ne ho ricevuta un’altra, con le mie iniziali, ve lo racconterò presto!

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