Gli “home parties” fashion di Sarah Coventry (The Sarah Coventry fashion home parties)

E’ il 1968, un mese qualunque, e la signora Smith sta sistemando la sua casa per l’evento che ospiterà nel pomeriggio: un “jewelry fashion show”. Una rappresentante del marchio Sarah Coventry andrà a casa sua per mostrare a lei e alle sue amiche i bijoux dell’azienda che, invece di vendersi nei negozi, si mette in mostra e in vendita nelle case delle donne americane.

(EN) It’s an unspecified month of the year 1968, and Mrs. Smith is arranging her house for the event which will be hosted in the afternoon: a “jewelry fashion show.” A representative of the Sarah Coventry brand will come to her house to show her and her friends the custom jewelry which the company showcases and sales in the homes of American women, rather than in shops.

E’ così che, durante una di quelle “riunioni fashion”, nel ’68, venne venduta la spilla che un’amica, più di quarant’anni dopo, mi ha voluto donare. Mi sono domandata spesso che giro abbiano fatto le mie spille, in che modo e come siano arrivate poi fino a me: quanti mercatini hanno visto? Ma, soprattutto, quante donne le hanno amate e indossate?

E’ certamente questo tutto il fascino che sta dietro a un oggetto vintage: poter dare nuova vita a oggetti dimenticati, chiusi in scatole dalle nonne e riscoperti dalle nipoti, oppure venduti perché inutili e demodé e recuperati poi, anni dopo, in un mercatino dell’usato.

La spilla a forma di fiore di Sarah Coventry, che vi ho già mostrato, è parte della collezione del 1968, come dimostra questa foto che ho trovato in rete.

(EN) It’s most likely during one of those ” fashion meetings ” in ’68, that the brooch a friend wanted to give me, more than forty years later, was first sold.
I have often wondered the journeys my pins experienced in their past, in what way they then came up to me: how many flea markets did they wander? But, most of all, how many women have loved and worn them before me?
This is certainly the charm behind a vintage object: giving new life to forgotten objects, often kept in boxes from grandmothers and rediscovered by the grandchildren, or sold out because considered useless and outmoded, then recovered, years later, in a flea market.
The flower-shaped pin by Sarah Coventry, which I have already shown, is part of the collection created in 1968, as evidenced by this photo that I found on the net.

SC 1968

Insieme a questa pubblicità ne ho trovate altre; una di queste mostra esattamente come si organizzasse e si svolgesse poi un “jewelry show” di Sarah Coventry.

L’azienda, nata nel 1949, prese il nome dalla nipote del proprietario, Charles H. Stuart, il quale, oltre a Sarah Coventry, aveva fondato la Emmons (il cognome di sua moglie Caroline: uomo molto fantasioso!). Entrambe le case, negli anni di attività, ebbero come caratteristica comune quella di essere vendute esclusivamente negli “home parties“.

(EN) Along with this advertising I found some more; one of them shows exactly how a Sarah Coventry “jewelry show” was organized and eventually took place.
The company, founded in 1949, was named after the owner’s nephew, Sarah Coventry Beale. Charles H. Stuart, the owner, in addition to Sarah Coventry, founded the Emmons (by the surname of his wife Caroline: such an imaginative man!). Both houses, in the years of their activity, had the common feature that their products were sold exclusively in “home parties”.

Ho voluto fotografare la mia spilla sul romanzo “Emma“, dell’amata Jane Austen, nata proprio il 16 dicembre (nel 1775 a Steventon, Inghilterra del Sud): auguri Miss Austen!

(EN) I wanted to picture my brooch over the novel “Emma”, by the beloved Jane Austen, who was born just today, December 16 (in 1775 in Steventon, South England): Best Wishes Miss Austen!

Foto delle pubblicità trovate su Etsy e Amazon via Pinterest

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16 pensieri su “Gli “home parties” fashion di Sarah Coventry (The Sarah Coventry fashion home parties)

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