Londra e il Victoria and Albert Museum

Ho passato la scorsa domenica a scrivere su un bel quaderno i resoconti dei viaggi fatti con Michele: abbiamo stilato l’elenco, rintracciato i vari quaderni, blocchi e fogli dispersi nelle guide di viaggio, e ho iniziato a trascrivere, per primo, il racconto della luna di miele in Canada; in realtà il nostro primo soggiorno all’estero è stato a Bruxelles, con gita giornaliera nella splendida Bruges, ma non scrissi nulla all’epoca. Durante l’ultima vacanza, ogni sera prima di addormentarmi scrivevo sulla Moleskine city notebook (quella di Londra, naturalmente) gli avvenimenti della giornata, i luoghi visitati, i locali, le battute destinate a entrare nel lessico famigliare.

E’ trascorsa così buona parte della giornata e non ho scritto, come mi ero ripromessa, il post su Londra e sulla nostra permanenza nella capitale inglese. Avrei potuto farlo durante la settimana, ma ho deciso che “ci vogliono i riti” e che da questo momento pubblicherò i post del blog sempre di domenica, giorno che, con le sue ore lente che invitano alla tranquillità e alla riflessione, mi sembra il più adatto.

Oggi continuo il racconto del viaggio in Inghilterra degli inizi di luglio: dopo il Wiltshire, il Devon, la Cornovaglia e il Dorset (senza nominare le altre contee che abbiamo attraversato) siamo arrivati a Londra, dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni inglesi. Volevamo visitare da tempo il Victoria and Albert Museum e abbiamo scelto di soggiornare a South Kensington per questo motivo.

Il museo è dedicato alle arti decorative e ha una collezione di oggetti veramente imponente, le sale sono innumerevoli e pensare di visitarlo tutto in un’unica giornata è impensabile, così ci siamo dedicati solo a quello che ci interessava di più: la collezione di sculture, le Cast Courts, che ospitano le riproduzioni di famose opere in marmo (come il David), la collezione di abiti d’epoca della sezione Fashion e la sala della Jewelry, dove però (purtroppo) non era consentito fare foto.

A presto e buona estate ❤

fullsizeoutput_6e

Lyme Regis, il Cobb e una spilla conchiglia

Ho comprato una spilla vintage a Penzance, mentre camminavo in cerca di regali tra le piccole botteghe di artigianato locale. Mi sono fermata davanti alla vetrina di un negozio attratta dai cuscini pieni di spille e non ho resistito alla tentazione di cercarne una nuova per la mia collezione. Tra le tante, su suggerimento di mio marito, ho scelto una spilla a tema: è una Sarah Coventry a forma di conchiglia, niente di più appropriato non solo per la Cornovaglia ma anche (e soprattutto) per la nostra mèta successiva: Lyme Regis. Il nome di questo piccolo paese del Dorset è probabilmente sconosciuto ai più, ma se dico Jane Austen e nomino uno dei suoi romanzi, “Persuasione”, tra tutti il più malinconico,  l’immaginazione corre subito a Lyme Regis, alla gita della comitiva di Anne Elliot, la protagonista, e alla svolta improvvisa e decisiva che prende la storia dopo la passeggiata sul Cobb.

Mentre ci avvicinavamo in macchina ho letto a Michele il passo tratto dal romanzo e gli ho parlato anche di un’altra storia ambientata a Lyme, quella, vera, di Mary Anning, una paleontologa ante-litteram nota per il ritrovamento di molti fossili di dinosauro. Le vicende di questa donna sono narrate nel romanzo “Strane creature” di Tracy Chevalier. La mia spilla ha la forma di uno dei fossili più diffusi in queste zone, l’ammonite, e arrivando nel paese abbiamo trovato una lunga fila di lampioni in ferro battuto dalla caratteristica forma a conchiglia.

Tra passeggiate sul Cobb e sul lungomare, la cena da “French Lieutenant’s Bistro“* e foto a tutto quello che c’era da fotografare siamo stati sorpresi dal tramonto “in rosa” di questo luogo pieno di magia e di echi letterari.

Prima delle foto di Lyme ecco quelle della spilla, che, come si può immaginare, ho immortalato su “Persuasione”.

Al prossimo post!

DSC_5077

DSC_5122

DSC_5085

DSC_5090

DSC_5086

DSC_5105

DSC_5100

DSC_5173

DSC_5108

DSC_5177

DSC_5179

DSC_5182

DSC_5184

DSC_5186

DSC_5187
DSC_5188

DSC_5193

DSC_5194

DSC_5206

DSC_5218

DSC_5256

DSC_5227

* “La Donna del Tenente Francese” di John Fowles è un altro romanzo ambientato a Lyme Regis.

Under the Cornish Sky

Lo so, il titolo in inglese sa di spocchioso e sembra volersi dare più importanza di quanta non ne abbia, ma suonava così bene, dopo dieci giorni di Inghilterra (e del mio solito, pessimo english) che non ho saputo resistere! Abbiamo appena trascorso delle bellissime giornate in quell’angolo di mondo che amo e ne abbiamo scoperto una piccola parte che ci ha sorpresi e incantati: sì perché quando il sole ti accompagna, anche nella grigia Inghilterra, quando il clima si rivela mite e il cielo è quasi sempre asciutto non puoi davvero non innamorarti della Cornovaglia. Ero piena di aspettative per queste vacanze e non sono stata delusa: dolci colline verdi, scogliere a picco sul mare, piccoli villaggi di pescatori..

La Cornovaglia è selvaggia ma è anche accogliente, turistica ma senza eccedere, fiera del suo delizioso artigianato e dei prodotti locali, costellata di insenature e spiagge bianchissime: sullo sfondo, da un lato, Mount Saint Michael, dall’altro il faro di Godrevy (che ispirò Virginia Woolf) e, quasi nella punta estrema, il Minack Theatre.

Non potevo chiamare vacanza un viaggio senza le mie solite cinquecento foto, così ecco una selezione di tutto quello che ho cercato di descrivere con poche parole, lasciando, come mia abitudine, la parola alle immagini.

A presto!

DSC_4638

DSC_4725

1 (1)

1 (5)

1 (6)

1 (8)

1 (9)

1 (42)

1 (19)

1 (18)

DSC_4907

1 (28)

1 (30)

1 (20)

1 (21)

DSC_4935

1 (32)

1 (38)

1 (36)

1 (35)

1 (22)

1 (23)

1 (40)

1 (41)

1 (39)

1 (24)

1 (43)

1 (10)

1 (2)

1 (4)

1 (45)

1 (33)

1 (34)

1 (27)

1 (26)

1 (25)

1 (11)

1 (12)

1 (13)

1 (15)

1 (16)

1 (7)

1 (46)

Il Giardino dei Tarocchi

Qualche domenica fa abbiamo visitato il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, un posto curioso e poco conosciuto che avevo sentito nominare anni fa e che desideravo vedere da molto. La giornata era assolata e il cielo assolutamente terso, dal giardino si vede il mare a breve distanza e le sculture tra gli alberi di ulivo spiccano con i loro colori brillanti: è il tripudio dell’arte di Niki de Saint Phalle, vivace pittrice e scultrice franco-statunitense (1930-2002). Le sculture si ispirano agli arcani maggiori dei Tarocchi e sono decorate con specchi, ceramiche e vetri colorati. Per volontà stessa dell’artista non ci sono visite guidate (né le segnalazioni su quali siano gli arcani) e perdersi nel giardino è il modo migliore per farsi conquistare da quest’opera davvero imponente e originale.

Lascio la parola alle foto che ho scattato, a presto!

DSC_4326

DSC_4330

DSC_4352

DSC_4340

DSC_4345

DSC_4346

DSC_4350

DSC_4365

DSC_4383

DSC_4371

DSC_4353

DSC_4360

DSC_4367

DSC_4378

DSC_4366

DSC_4362

DSC_4403

DSC_4394

DSC_4411

DSC_4415

DSC_4392

DSC_4436

DSC_4456

DSC_4420

DSC_4422

DSC_4425

DSC_4427

DSC_4438

DSC_4441

DSC_4445

DSC_4447

DSC_4463

DSC_4468

DSC_4471

DSC_4474

DSC_4487

DSC_4479

DSC_4507

DSC_4493

DSC_4385

Link utili per la visita del Giardino:

http://ilgiardinodeitarocchi.it/

http://www.giardinodeitarocchi.it/

Le donne di Giovanni Boldini

Erano anni che non visitavo una mostra al Vittoriano, uno degli spazi espositivi della capitale, e ci sono tornata con grande piacere per ammirare le opere di Giovanni Boldini, il pittore ferrarese che fu uno dei massimi interpreti della Belle Epoque. Si tratta di una esposizione molto ricca e ben curata, dove i ritratti più imponenti si alternano con i quadri più piccoli e più “intimi”  (delizioso quello dal titolo “Suzy seduta”).

Boldini ha ritratto un grande numero di donne, tutte rese con grande finezza e con un tocco di pennello particolarmente felice. Si riconosce in alcuni una composizione quasi futurista, in altri la pennellata impressionista; spesso a dei volti ben disegnati fanno da contrasto mani quasi indistinte e che si confondono con i sontuosi abiti da sera; la cura del particolare e la grande attenzione per i dettagli sono tratti caratteristici dell’arte di Boldini e così ho trascorso molto tempo ad ammirare le numerose opere in esposizione.

Mentre passeggiavo per la mostra sono stata colpita dal ritratto di Madame di Seligman, una signora corpulenta e non più giovane il cui decolleté è impreziosito da una spilla a forma di libellula. Ho avuto così l’idea di scrivere un post sulla mostra “a modo mio”: accostare i ritratti delle donne con immagini di spille dell’epoca.. Ho aggiunto anche altri quadri che mi hanno colpito.

Buona settimana!

Ps. Non farò trascorrere molto tempo per il prossimo post 😉

 

 

 

 

 

  • Ritratto di Mme de Seligman, 1883 ca.
  • Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio, 1889
  • Ritratto di Donna Franca Florio, 1901 – 1924
  • La contessa de Rasty in piedi, 1878 ca.
  • La bella Holdin, 1880
  • Ritratto di Lydia de Acosta Lydig, 1911
  • Gertrude Elizabeth (nata Blood), Lady Colin Campbell, 1894
  • Ballerina in mauve, 1885, ca.
  • Il vestito da ballo, 1904 ca.
  • Ritratto di Mme G. Blumenthal, 1896

Nella mia bacheca dedicata su Pinterest ci sono anche altre opere di Boldini (e Corcos e Sargent etc…)

Qui e anche qui vi avevo invece raccontato di James Tissot, un altro pittore “delle donne”.